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Ikea, un'idea vincente di arredamento Prego, si costruisca la sedia e si accomodi..... Ma cosa vende l’IKEA? La sua idea di arredamento è: design giovane e poco impegnativo, con mobili di buona qualità e prezzi contenuti, e senza nessuna pretesa di essere “per sempre” Di Anna Cosseddu
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![]() Ma cosa vende l’IKEA? Si potrebbe semplificare rispondendo “mobili in kit di montaggio”, ma sarebbe riduttivo per descrivere un fenomeno così sorprendente. Nelle pubblicazioni dell’Osservatorio di Marketing dell’Università Bocconi si legge: “l’idea commerciale di IKEA si basa sul design dei prodotti, sulla loro funzionalità e sulla qualità a prezzi contenuti, facendo leva su tre elementi chiave: lo Swedish design, la produzione e la distribuzione”. Il catalogo IKEA è composto da 10.000 prodotti, la cui progettazione e approvazione è interamente a cura della sede svedese dell’azienda; questo fa sì che la produzione possa essere coordinata nei materiali, nei colori e nelle fasi di realizzazione in modo tale da poter ridurre al minimo i costi; i costi di distribuzione sono invece ridotti grazie a un’idea antica e vincente: i mobili vengono progettati per essere contenuti nelle famosissime scatole piatte, facili da trasportare in gran numero e da distribuire non solo ai punti vendita, ma anche e direttamente ai clienti. E chi sono i clienti dell’IKEA? Cosa cercano, cosa trovano, da cosa sono spinti verso questo nuovo modo globalizzato di arredare la propria casa? Si, globalizzato. Perchè se è vero che sono 10.000 i prodotti che un ragazzo single milanese può trovare nel megastore della propria zona, sono gli stessi 10.000 prodotti che tutti i ragazzi single di decine di nazioni possono trovare nei megastore della loro zona. E allora dove sta la personalizzazione, il concetto di casa-tana, lo specchio della personalità di chi la abita? Semplicemente i clienti IKEA sono clienti ben definiti, con esigenze particolari che scavalcano tutto il resto: sono giovani, tra i 20 e i 40 anni, single o con famiglie appena nate, e generalmente impegnati nell’arredare la loro prima casa. Il concetto vero e proprio di casa per loro non può che essere differente da quello classico: stipendi precari e/o bassi, abitazioni in affitto (e quindi transitorie), frequenti spostamenti per studio e lavoro. Ed ecco che il mondo IKEA si adatta perfettamente alle nuove esigenze dell’abitare, con il suo design giovane e poco impegnativo, con mobili di buona qualità e prezzi contenuti, e senza nessuna pretesa di essere “per sempre”. E’ proprio il fatto che siano mobili precari a rappresentare perfettamente lo specchio della vita di chi li acquista, li monta e li vive. La società è cambiata, e, com’era prevedibile, anche lo stile dell’abitare è cambiato con lei. Argomenti: #abitare , #arredamento , #casa , #ikea , #mobilità Leggi tutti gli articoli di Anna Cosseddu (n° articoli 34) il caricamento della pagina potrebbe impiegare tempo |
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