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![]() REGISTRATO PRESSO IL TRIBUNALE DI AREZZO IL 9/6/2005 N 8 |
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Anno II n° 8 del 27/04/2006 - TERZA PAGINA La vicenda di una abbazia di Peschici |
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La millenaria abbazia di Kàlena è un sogno che è stato valutato 350.000 euro, assegnati dalla Finanziaria al Comune di Peschici per i primi lavori di restauro. Naturalmente, si spera che gli stanziamenti vengano utilizzati,viste le resistenze della famiglia proprietaria dell'immobile. ![]() La Comunità dei Peschiciani a Roma ha sentito la necessità di portare, per la prima volta, nelle case dei concittadini l’immagine della Madonna dimenticata, dando alla stampa una inedita figura della Madonna di Kàlena e distribuendo trecento immagini della stessa, priva del bambino in grembo che, come Lei, si trova nella “clinica” del restauro dei Beni Culturali di Bari. Scrive Giuseppe Tavaglione, portavoce della comunità romana, a proposito della festa della Madonna di Kàlena: “ La Madonna, raffigurata in una scultura lignea policroma del XV° secolo di valore storico inestimabile, ![]() La cittadinanza di Peschici, con in prima fila il proprio Monsignore D’Ambrosio, l’Amministrazione comunale, Sindaci delle altre comunità garganiche ed Enti territoriali, si è stretta intorno alla Madonna delle Grazie, venerandoLa e pregandoLa, affinché interceda anche sugli eredi Martucci, illuminando questi a non continuare ad ostacolare i progetti sull’Abbazia di Kàlena già intrapresi dalla collettività.”. Sono ancora parole di Peppino Tavaglione che cito, perché mi riportano al tema del sogno e mi allontanano dal terreno interesse della proprietà fine a se stessa. Incurante del fatto incontrovertibile che i beni culturali come Kàlena sono di interesse pubblico quasi per “legge di natura”. Il ricordo della festa nei primi anni sessanta Giuseppe Tavaglione ricorda così la festa della Madonna di Kàlena della sua infanzia: “Dopo quasi un cinquantennio ho rivissuto, con emozione e tanti piacevoli ricordi d’infanzia, la giornata dell’otto settembre, festa della Madonna di Kàlena venerata nel comune di Peschici. Nella mente è viva la scampagnata che, per noi ragazzi dell’epoca, era una festa particolare perché piena di cultura, devozione, tradizione. Oggi (2005) mi sono recato a Kàlena con il mezzo di locomozione moderno, l’autovettura. Ieri (1960), i ragazzi più fortunati raggiungevano il luogo “cà ròcl” (un monopattino di legno) e il bagaglio “ù fùllon” (noci fresche legate in un fazzoletto annodato al passante del pantalone per avere le mani libere). A quei tempi “à stagghìator” (la strada più corta) era “à scalòrn” (tratturo quasi impervio, in ripida discesa e pieno di sassi) e veniva percorsa da noi ragazzi alla velocità da centometrista. La fretta di arrivare sul luogo della festa era tale che, facilitati dall’agilità degli anni, i piedi toccavano terra come gazzelle. Arrivati sul luogo, una realtà festaiola e gioiosa ti coinvolgeva. La venerazione della Madonna (Santa Maria delle Grazie) avveniva nella Chiesa Nuova. Ora, da vari anni si effettua nel cortile, a causa della pericolosità della chiesa con solaio crollato per l’incuria e l’assenza di restauro da parte della proprietà. Per ulteriori informazioni:: www.storiamedievale2.net/Rec/kalena.htm www.garganonline.net/Kalena.htm groups.msn.com/CentroStudiGiuseppeMartella/dossierkalena.msnw
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