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Anno IV n° 5 MAGGIO 2008 EVENTI |
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Visto per voi, a Treviso
“Come una regione durante il terremoto”: un’esplosione di colori che rapisce l’osservatore…
Di Natascia Zanon
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![]() Questa piccolo gioiello di ‘galleria’ diventa in questa mostra uno scrigno di colori e sensazioni. È proprio ciò che si prova appena arrivati all’ingresso, ancor prima di avvicinarsi alle singole opere. Si viene rapiti da questo festival di colori. Vivacità e calore è proprio ciò che la mostra trasmette nella immediatezza e fa trasmigrare l’osservatore in un altro mondo. A questo mondo ormai diventato vecchio, dove si cerca sempre più di ‘far arte ‘ e ‘comunicare’ con tecniche sempre più complesse e difficili, si contrappone questa mostra dove ritroviamo l’immediatezza e la spontaneità “del colore” e nell’astrattismo. Potete trovare tutto questo nella piccola galleria, proprio mentre l’arte moderna ha abbandonato l’astrattismo per dar spazio ad una ricerca sempre più ossessiva del concetto, della figura, del contenuto nonché del significato dell’opera che deve essere sempre più facilmente percepibile per l’osservatore. Eccoci invece qui riportati in una dimensione che abbiamo perso. La mostra raccoglie sette artisti: ognuno merita una adeguata attenzione proprio per il modo diverso di interpretare l’arte e tutti hanno come mezzo comune l’utilizzo del colore. L’interpretazione che possiamo fare delle opere non può che essere puramente personale. L’intento di questi artisti è quello di lasciare che le emozioni vissute ci guidino da sole usando le loro opere come tramite, addirittura due di loro presentano le loro opere senza titolo lasciando alla fantasie e alla sensibilità dell’osservatore la briglia sciolta. Il primo artista che possiamo vedere è Flavio Grasso, due delle sue tre opere presenti alla mostra sono ben visibili da una piccola vetrina che si affaccia su una strada. Troviamo una testa ben definita di un uomo in legno reclinata sul tavolo accanto una forma astratta, una sagoma rotonda perfetta in legno, lucida e ben lavorata. In entrambi i casi ciò che ci colpisce sono crepe: crepe alcune naturali, alcune create, tutte però enfatizzate e rese protagoniste da inaspettate pennellate di celeste acceso. Questo tipo di creazione ci viene riproposta più avanti all’interno della mostra con un’altra istallazione in legno ancora più grande: la perfetta lisciatura e lucidatura del legno, che sembra vibrante di vita, viene ancora a completarsi con il colore celeste. A queste opere ho trovato questo significato: gli elementi naturali creati dal legno carico di vita e di simbolismo terreno vengono ad essere in comunicazione attraverso le varie crepe con un elemento ultra terreno, così anche noi terreni, genere umano così imperfetto e così pieno di crepe, veniamo ad essere completati da un elemento ultraterreno rappresentato dal colore del cielo. Appena si entra nella galleria si viene catturati dalle opere di Maurizio Bonassi. Con forti colori e pennellate vivaci conduce l’osservatore attraverso “percorsi cromatici”, un titolo perfettamete aderente al contenuto, oppure ci vuole travolgere ed inglobare in un vortice colorato come con l’opera “Centrifuga”. Bonassi vuole catturare con le sue opere l’attenzione dello spettatore per poi letteralmente ingabbiarlo all’interno di esse e portarlo a scoprire il suo mondo di forti elementi cromatici. ![]() In tutte le opere della mostra di quest’artista ritroviamo questi concetti come protagonisti, sempre il colore e gli elementi dei quotidiano, grezzi e rudimentali come: corde, reti e sughero, che diventano quasi paesaggi o atmosfere notturne come in “Racconti della notte”. Nelle sei opere presenti vi è il tema ricorrente della notte evidenziato dal colore nero, ma diversamente sfumato con i materiali o con effetti di luce. Il colore è sempre il protagonista che cambia e trasforma le emozioni dell’osservatore. Colore e disegno astratto sono i protagonisti che entrambi gli artisti utilizzano, ma si propongono di coinvolgere l’osservatore nelle loro espressioni con intenzionalità ed energie opposte... ![]() Passeggiando all’intero della mostra troviamo altri due artisti, posti vicini, perché oltre all’astrattismo e ai colori vi è qualcosa altro che li accomuna: le loro opere non hanno nome. Questo stimola la curiosità dell’osservatore ed una sua maggior attenzione verso tutti gli elementi che compongono le loro opere. Il primo di questi, Mimmo Cusimano, utilizza nelle sue opere materiali poveri, trovati per strada come vetri o altro; il colore è colore violento sulle tele bianche, quasi di getto: nero, bianco, vetro, oro... tutto si mescola con irruenza e velocità. Sembra un simbolo di una istintualità libera, senza freni, ma in realtà, se ci si sofferma, si può capire come tutto sia ben proporzionato e solido e per niente casuale, questo può lasciare una ambivalenza, una incertezza di fondo nell’osservatore su quale sia la vera intenzionalità dell’artista. ![]() In fine troviamo Roberta Conti con opere di grande impatto. Questa artista che ama lavorare su piccole tele, in questa mostra presenta alcune delle sue opere di maggior dimensione. Anche qui il colore è tutto. È il colore che da accesso ad una apertura da cui si può scrutare la realtà dei suoi personaggi, stilizzati, un po’ pop art e un po’ fumetto; una fessura che ci permette di guardare la vita e i suoi temi come l’unicità dell’individuo, una realtà dove ognuno è il diverso. ![]() Questi squarci ci mostrano un mondo caotico e confusionario, piccolo, claustrofobico, minuscolo e quasi insignificante rispetto alla complessità e al rigore del colore . In tutta questa mostra una unica avvertenza per noi osservatori: seguire sempre le nostre emozioni e non seguire la ragione o per forza voler trovare un significato particolare. Osservare e provare emozioni attraverso gli occhi, grazie all’unico vero protagonista indiscusso di questa mostra: il colore. COME UNA REGIONE DURANTE IL TERREMOTO. mostra di pittura e scultura a cura di Carolina Lio. Artisti invitati: Lello Bavenni, Daniela Birindelli, Maurizio Bonassi, Roberta Conti, Mimmo Cusimano, Flavio Grasso, Gabriele Mansolillo. dal 03 al 16 Maggio 2008. Orario di apertura: dal martedì alla domenica dalla 16 alle 20 al Sabato anche dalle 10,30 alle 12,30 Ingresso libero TREVISI ACCADEMIE CENTRO ARTISTICO E CULTURALE. VIA INFERIORE 35/A – 31100 TREVISO . informazioni: 0422542822 – trevisi.accademie@gmail.com |
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