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 Anno VI n° 5 MAGGIO 2010    -   FATTI & OPINIONI



Da Napolitano apprezzamento alla Procura di Reggio Calabria per il duro colpo inferto alla mafia calabrese e un benvenuto ai nuovi magistrati
Significativo che l’apprezzamento sia rivolto alla magistratura e non al Governo
Di G.G.


Oggi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, prima di ricevere i nuovi magistrati nominati nel 2009, ha predisposto un breve ma significativo comunicato.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, informato dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, dell'arresto del latitante Giovanni Tegano, ha espresso al Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, e a tutti i suoi colleghi il vivissimo apprezzamento per la importante operazione, condotta con il determinante impegno delle forze di polizia, conclusasi con la cattura di un esponente della 'ndrangheta, da lungo tempo ricercato, tra i più pericolosi.

Credo che sia eloquente che l’apprezzamento vada, come è giusto, ai magistrati che conducono le indagini e non al Governo, che nulla ha a che vedere con le indagini, anche se frequentemente si appropria dei risultati ottenuti dalla magistratura, quella stessa magistratura che tanto attacca in modo assurdo, tanto da far temere di voler eliminare l’indipendenza della Magistratura dal potere politico, indipendenza che è una delle garanzie fondamentali per una democrazia

Nell’incontro successivo con i neo magistrati (discorso integrale in “Documenti”) il Capo dello Stato si è soffermato sui rapporti tra politica e giustizia, richiamando alla necessità di “stemperare le esasperazioni e le contrapposizioni polemiche”. “Rimango convinto, come ho avuto modo di dire più volte, che la politica e la giustizia non possono e non debbono percepirsi come 'mondi ostili guidati dal reciproco sospetto'. Deve prevalere in tutti il senso della misura, del rispetto e, infine, della comune responsabilità istituzionale, nella consapevolezza di essere chiamati solidalmente a prestare un servizio efficiente, a garantire un diritto fondamentale ai cittadini". Giusta posizione per ricordare la necessità che la Magistratura non porga il fianco ad accuse di protagonismo o parzialità.



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