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Vediamo i passiti d'Italia Passiti, si ma quali? Citare tutti i passiti prodotti non è facile. Ecco i più importanti, regione per regione e i loro abbinamenti Di Luana Scanu
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Abbiamo già parlato di passiti, di come si producono e soprattutto di quanto sia stato difficile farli apprezzare da una larga fetta di consumatori, nonostante in Italia se ne produca veramente tanto, da nord a sud, isole comprese.
Citare tutti i passiti prodotti in Italia non è facile; qui mi limiterò a citare i più importanti, regione per regione, giusto per far capire al lettore quanto sia radicata in Italia questa dolce tradizione. ![]() Vino dal colore giallo dorato con riflessi ambrati, profumi e aromaticità si trovano sia all'olfatto che al gusto, rendendolo perfetto come vino da meditazione, ma anche come accompagnamento per foie gras e formaggi erborinati. In Piemonte, terra dei grandi rossi, ma in generale dei grandi vini, troviamo una piccolissima DOC, la più piccola d'Italia e forse la più piccola del mondo, che produce un vino che possiamo definire addirittura prezioso: il Loazzolo. In circa 5-6 ettari di vigneti immersi nei boschi viene coltivato il moscato bianco che da vita a questo passito che si abbina facilmente con la panna cotta e con la piccola pasticceria. Giallo paglierino dorato, intenso e complesso al naso, in bocca è caratterizzato dall'aroma del moscato. E' rosso invece il sontuoso Moscato di Scanzo, passito lombardo che vanta di far parte dei vini più antichi d'Italia e che ha da poco guadagnato la DOCG. Di colore rosso rubino, con, al naso, un aroma di rose e al palato un retrogusto di mandorle, questo vino è prodotto dall'omonimo vitigno, praticamente solo nella piccola zona di Scanzorosciate, in provincia di Bergamo. Nel Veneto troviamo più di un passito che vale la pena citare, a partire dal Recioto della Valpolicella, ottenuto da uva corvina veronese, alla quale è possibile affiancare rondinella, corvinone e altre uve; ottimo con tartellette e biscotti. Sempre Recioto, ma questa volta di Soave, si chiama un altro grande vino passito Veneto, che però può essere tranquillamente bevuto durante il pasto per accompagnare tortelli di zucca, crostacei e formaggi erborinati. Inoltre non è rosso come il precedente, ma giallo dorato, il vitigno dal quale si ottiene è la garganega. ![]() Per quanto riguarda il Trentino Alto Adige, troviamo due validi rappresentanti: il primo, l'Alto Adige Bianco Passito viene prodotto da uve chardonnay e/o pinot bianco e/o pinot grigio, da gustare in accompagnamento con strudel e crostate, mentre il secondo è un vino santo prodotto da nosiola, vitigno tipico del trentino che regala piacevoli sentori di nocciola. Il Trentino Vino Santo è perfetto in abbinamento con formaggi sapidi e intensi. Il Friuli Venezia Giulia può vantare due passiti che hanno ottenuto la DOCG: il Ramandolo e il Colli Orientali del Friuli Picolit. Il Ramandolo si ottiene esclusivamente dal verduzzo friulano e si può abbinare con formaggi erborinati e foie gras; il Picolit invece ha tutta una storia particolare. Prima di tutto il Picolit, che prende il nome dalla stessa uva, è un vino antichissimo, bevuto già da aristocratici e papi nel '700, la cui coltivazione è limitata alle provincie di Gorizia e Udine. ![]() Il Picolit quindi avrà una grande concentrazione di aromi che lo porta ad essere un perfetto vino da meditazione, ma anche un valido accompagnatore di crostacei e foie gras. L'Emilia Romagna invece può vantare l'Albana di Romagna, primo bianco ad ottenere la DOCG, con un profumo intenso e fruttato che tende alla pesca e con un sapore piacevolmente ammandorlato. Il Roquefort si sposa alla perfezione. Ed eccoci alla Toscana. I suoi vini sono conosciuti in tutto il mondo, prevalentemente quelli rossi, ma già da anni anche i bianchi stanno ritagliandosi il loro meritatissimo spazio. Tra essi vi sono i vini di Toscana Dolce, a volte attaccati dalla botrytis cinerea che dona loro una grande aromaticità. I vitigni principali dai quali si ottengono i passiti toscani sono trebbiano, malvasie, sauvignon e semillon; quest'ultimo è il vitigno con il quale i francesi producono il Sauternes. Ma della toscana dobbiamo soprattutto citare i Vin Santi: i bianchi sono ottenuti da trebbiano e malvasia, mentre i rossi, Vin Santo Occhio di Pernice, per lo più da san giovese. Si abbinano con la tipica pasticceria toscana e quindi con cantuccini di Prato, tortelli dolci, frutta essicata. La Vernaccia di Serrapetrona, delle Marche, è un vino spumante rosso che può risultare perfetto per un festeggiamento, anche senza particolari abbinamenti, grazie alle spumeggianti bollicine che hanno il potere di rallegrare ogni serata! ![]() Proseguendo verso sud, troviamo prima l'Aleatico di Gradoli, nel Lazio, ottenuto come suggerisce il nome dal vitigno Aletico, rosso e particolarmente dolce accompagna le crostate alla confettura e le torte alla frutta, e poi l'Aleatico di Puglia che è perfetto così come la natura l'ha creato, senza abbinamento ma da meditazione. La Sicilia può vantare non pochi passiti tra i quali i conosciutissimo Malvasia delle Lipari Passito e Moscato di Pantelleria Passito, ma è il Marsala, vino liquoroso simile al Porto, che esprime il meglio che quest'isola può offrire. Prodotto in varie tipologie, può accompagnare formaggi molto stagionati come il grana e anche il cioccolato, spesso difficile da abbinare ad un vino. E per finire, ma non ultima in fatto di dolcezza, la Sardegna. Isola calda e assolata, con temperature miti anche d'inverno, in questa terra trovano le condizioni perfette vitigni come la Malvasia di Bosa o il Moscato di Sorso-Sennori, che rendono ideale un abbinamento con dolci alle mandorle, tipici dell'isola, con torte casalinghe e con dolcetti farciti di confettura. Argomenti: #alimentari , #cucina , #passito , #vino Leggi tutti gli articoli di Luana Scanu (n° articoli 41) il caricamento della pagina potrebbe impiegare tempo |
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